Una psichiatra cinese a Shanghai dichiara a Vincent B. Le Corre che i procedimenti francesi sono tortura psicologica
Scheda provvisoria. Questa voce registra l’evento e la sua fonte; il testo integrale e i documenti sono ancora da pubblicare.
Nel 2017, quando viveva ancora a Shanghai, Vincent B. Le Corre decide di consultare una psichiatra. Le chiede se può registrare i loro colloqui e lei acconsente. Due trascrizioni tratte da quelle registrazioni sono state depositate come prove presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, nell’ambito del quinto dei suoi ricorsi — quello diretto contro la Francia per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta la tortura e i trattamenti inumani o degradanti.
Nella prima seduta, dopo quasi un’ora di colloquio, lo scambio è il seguente (documento n° 000835, a 57m20) — citato nella lingua originale, l’inglese:
Vincent LE CORRE : so the… anyway, the more I work on this, the more I hurt myself. But, it’s the only way to go. You know, it’s like, I feel it’s like psychological torture, in a way.
Chinese psychiatrist : yes. It is.
Rimane sorpreso dal suo assenso. Alla sesta seduta, dopo sette-otto ore di colloquio complessive, le ripone deliberatamente la domanda — pensando che con informazioni più complete potesse aver cambiato opinione. La sua risposta (documento n° 000836, a 1h07m42):
Chinese psychiatrist : I think the procedure of the lawsuit is a torture, psychological torture, for you
Nell’ottobre 2022 Vincent B. Le Corre espone tutto questo al suo avvocato Edward Lehman, allegando le due trascrizioni e le corrispondenti registrazioni audio.
Natura del documento: originale — primo invio di questo contenuto.
Lingua originale del messaggio: inglese.
La versione originale inglese è stata rivista da Vincent Le Corre; questa traduzione è stata prodotta automaticamente da un’intelligenza artificiale (Claude Code) senza revisione umana e può quindi contenere errori. La versione originale è in inglese.